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Wednesday, Sep 20th

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piano_emergenzaAvete presente i piani di emergenza che sono scritti sul retro delle porte di ingresso delle camere degli hotel? Quelli che vi dicono esattamente cosa fare qualora ci sia un incendio? Sono piani semplici che danno indicazioni sulle uscite di sicurezza, su come comportarsi con i bambini, su cosa portare e cosa non portare via durante l'evacuazione. Non vi assicurano che vi salveranno la vita, ma vi dicono come è meglio comportarsi per poterlo fare.

Tutti noi nella nostra vita possiamo avere bisogno di un "piano di emergenza emotivo": possono capitare momenti difficili, turbolenti, emotivamente molto impegnativi (un lutto, un licenziamento, una separazione, una malattia, una situazione improvvisa che ha risvolti non propriamente positivi e così via). Una persona con un buon livello di autostima non è colei che attraversa questi momenti in modo del tutto distaccato e senza farsi coinvolgere: una persona con un buon livello di autostima, invece, ha una buona consapevolezza di se stessa e, conoscendo i suoi limiti e le sue risorse, sa come muoversi attraverso la confusione, la tristezza o la disperazione senza "disintegrarsi".

Pubblicato in Mind

Body_ImageNelle conversazioni di tutti i giorni, ma anche nella letteratura per gli addetti ai lavori, il termine autostima viene spesso definito in modo vago, utilizzando termini quali rispetto di sé, amore per se stessi, senso del proprio valore, termini che non sono propriamente intercambiabili.

L’immagine che abbiamo di noi, come ci descriviamo (sono alto, sono simpatico, sono intelligente, sono introverso…) rappresenta la il notro Self-Concept (il concetto che abbiamo di noi stessi);  più ci piace il modo in cui ci percepiamo e ci definiamo, più il nostro livello di autostima e il nostro senso di valore è elevato. Naturalmente anche quanto ci piacciamo fisicamente è un elemento che può influenzare sensibilmente il nostro livello di autostima. Quante volte guardandoci allo specchio, la nostra attenzione si sposta sugli aspetti di noi che non ci piacciono e questo condiziona il nostro umore e la nostra giornata?

Pubblicato in Mind

Disturbi_AlimentariSabato 21 Maggio ore 10 - Acqui Terme (AL)

Incontro Gratuito "Disturbi dell'Alimentazione: Progressi e Sfide future" con Prof. Riccardo Dalle Grave

Per chi fosse interessato ai disturbi alimentari o per chi volesse conoscere qualcosa in più su Anoressia, Bulimia, Obesità e altri disturbi legati al cibo, Sabato 21 Maggio alle ore 10 presso il Grand Hotel Nuove Terme di Acqui Terme, il Soroptimist Club della città termale ha organizzato un incontro aperto a tutti con uno dei massimi esperti italiani dei Disturbi dell'Alimentazione; prof. Riccardo Dalle Grave.

Pubblicato in Iniziative e Corsi

di Paolo Assandri e Elsa Chiesa

ciboemozioni1“La nostra relazione con il cibo è un sentiero inaspettato. E’ una porta, non un muro, un’apertura, non una chiusura. Tutto ciò che credi sull’amore, sul cambiamento, sulla gioia e sulle possibilità si rivela in come, quando e cosa mangi. Il mondo è nel tuo piatto.”  Geenen Roth, scrittrice

Perché mangiamo? Non mangiamo solo per fame. Nel nostro rapporto con il cibo si manifesta il complesso microcosmo delle nostre relazioni, delle nostre abitudini e delle nostre convinzioni su fiducia, piacere, privazione e nutrimento.
Spesso pensiamo che, per modificare il nostro comportamento alimentare, siano necessari disciplina e sforzo (diete severe, rinunce, esercizio fisico esasperato), ma questo ci porta a volte verso esperienze deludenti e fallimentari che diminuiscono il nostro livello di autostima e la fiducia in noi stessi. 

E se la chiave per il cambiamento fosse la Consapevolezza?

Consapevolezza (Mindfulness) significa prestare attenzione con una modalità particolare: con intenzione, nel momento presente e con accettazione, in modo non giudicante. Si contrappone alla Consapevolezza il “Pilota Automatico”, tutte quelle azioni che compiamo in modo talmente automatico da non rendercene conto; ad esempio, vi è mai capitato di arrivare al lavoro senza neanche rendervi conto di aver percorso la strada? Questo è uno dei tanti esempi dei comportamenti abituali che attuiamo quotidianamente in modo inconsapevole. Possiamo applicare lo stesso principio all’alimentazione: Alimentazione Consapevole significa, quindi,  portare la nostra attenzione al cibo, al corpo e alla nostra esperienza emotiva, prima, durante e dopo aver mangiato.

Pubblicato in Mind
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