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Sei pronto a CAMBIARE?

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cambiamentoAbbiamo appena iniziato un nuovo anno con nuovi propositi e nuovi obiettivi, alcuni più chiari e definiti e altri meno. Ma di una cosa siamo sicuri: qualche cambiamento è necessario. Che siano 10 kg in meno, un nuovo lavoro, nuovi rapporti sociali o una nuova auto, è giunto il momento di cambiare.

Il cambiamento evoca però spesso paure inconsce e così, invece di pensare a ciò che dovremmo modificare in noi stessi, ci troviamo spesso a fantasticare su quali cambiamenti dovrebbero fare le persone che ci circondano affinché la nostra vita sia migliore: i nostri genitori, il nostro capo, la nostra famiglia, il proprietario di casa, i politici…

Purtroppo però le cose difficilmente funzionano in questo modo. Se vogliamo cambiare la nostra vita siamo solo noi che abbiamo la possibilità di farlo. E quando lo facciamo anche le altre persone nel nostro mondo cambiano.

Ma per cambiare è necessario porsi una domanda: Avete davvero intenzione di cambiare? Siete pronti per un reale cambiamento nella vostra vita?

Per capire quanto realmente siate pronti a cambiare e predire il vostro successo nell’impresa, vi propongo il Modello Transteoritico di Cambiamento elaborato da Prochaska e dai suoi collaboratori, un metodo semplice, ma allo tempo stesso molto efficace, per aiutarvi a fare un’ autovalutazione rispetto ai vostri obiettivi.

Questo modello ci offre delle linee guida pratiche per capire quanto siamo pronti a cambiare e cosa possiamo fare per aiutare noi stessi (o gli altri) durante un processo di cambiamento. Il modello si compone di 6 stadi e in uno qualunque di essi possiamo riconoscere noi stessi (o le persone che ci stanno intorno) quando abbiamo a che fare con un nostro comportamento che sappiamo dovremmo/vorremmo modificare (smettere di fumare, ad esempio).

Vediamo quindi i 6 stadi:

  • STADIO 1 “Precontemplazione”: in questa fase non abbiamo realmente intenzione di cambiare. Possiamo aver tentato di cambiare un nostro specifico comportamento (smettere di fumare, mettersi a dieta, fare attività fisica) e forse abbiamo fallito nel’impresa o addirittura possiamo negare di avere un problema ( “Non fumo molto: 20 sigarette al giorno, ma non le aspiro tutte e poi posso smettere…”, “Non mangio molto, non capisco perché non riesco a dimagrire…”, “Farei attività fisica, ma ho poco tempo…”). In questa fase potremmo essere anche demoralizzati e aver perso la speranza di cambiare.
  • STADIO 2 “Contemplazione”: in questo stadio ammettiamo che abbiamo un problema e siamo disposti a pensare di risolverlo. Potremmo essere aperti a ricevere informazioni o feedback da parte di altre persone, ma potremmo rimanere in questa fase per molto tempo, sapendo di avere un problema ma non essendo in grado di generare abbastanza energia per cambiare.
  • STADIO 3 “Preparazione”: Se ci troviamo in questo stadio, siamo pronti ad agire. Abbiamo iniziato ad elaborare dei piani di azione e, forse, abbiamo già iniziato a fare qualche piccolo cambiamento. Più che focalizzarci sulle cause del nostro problema, siamo concentrati maggiormente sulle possibilità di azione. Probabilmente se ci troviamo in questa fase ci siamo rivolti ad una persona competente per risolvere il nostro problema o cambiare il nostro comportamento (medico, psicologo, fisioterapista, ecc…)
  • STADIO 4 “Azione”: Se ci troviamo in questa fase, stiamo mettendo in atto le strategie che abbiamo elaborato. Più abbiamo studiato le nostre strategie con accuratezza e più attenzione abbiamo prestato alla loro elaborazione durante le fasi di Contemplazione e di Preparazione, maggiori saranno allora le possibilità di successo.
  • STADIO 5 “Mantenimento”: Se ci troviamo in questa fase, stiamo portando avanti le nostre strategie di cambiamento da almeno 6 mesi. Durante questa fase siamo concentrati e ben disposti, ma è possibile che situazioni stressanti o la troppa fiducia in noi stessi (attenzione a frasi tipo: “Ormai è acqua passata…”), ci faccia avere delle ricadute.
  • STADIO 6 “Termine”: Se siamo in questa fase, il cambiamento che auspicavamo è diventato parte integrante della nostra vita quotidiana e le ricadute sono poco probabili, se non impossibili. Alcuni si domandano se questo sia utopistico, ma Prochaska e collaboratori sostengono che una piccola percentuale di persone riesca ad arrivare a questo stadio.

Se leggendo la descrizioni di questi stadi vi siete ritrovati in uno di essi, vi propongo alcune strategie che possono aiutarvi a passare alla fase successiva e, in ultimo, a raggiungere un cambiamento significativo e a lunga scadenza:

  1. “CONOSCI TE STESSO”: Una maggiore conoscenza di noi stessi e della natura del comportamento che consideriamo un problema può aiutarci a fare passi in avanti nel nostro percorso verso il cambiamento. Questo può avvenire in molti modi: libri e articoli sull’argomento, gruppi di discussione, corsi di formazioni, percorsi psicologici individuali o di gruppo…
  2. SCEGLIETE L’AMBIENTE GIUSTO: Se vogliamo smettere di fumare, frequentare persone che non fumano o frequentare ambienti in cui il fumo non è permesso può aiutarci a non cadere in tentazione… Mettersi in una condizione per cui il comportamento che vogliamo modificare è controllato o punito può essere un modo pratico e veloce per cambiare abitudini.
  3. EMOZIONATEVI: Oltre ad invitarvi ad una maggiore conoscenza di voi stesso e del vostro personale problema, un modo utile per facilitare il cambiamento potrebbe essere quello di sfidarvi emotivamente. Potete farlo in un modo incoraggiante, ad esempio immaginando a come sarebbe la vostra vita quando avrete cambiato quel comportamento che vi causa problemi (potete fare un disegno, scrivere una storia, fare un collage con foto prese da un giornale…siate creativi!). Oppure potete decidere di farlo in un modo più “terroristico”: se ad esempio voleste smettere di bere alcolici, potrebbe essere interessante vedere film sull’argomento o leggere romanzi biografici, autobiografici o ispirati a storie vere di gente alcolista e del loro processo di cambiamento. In genere questi film e questi libri, soprattutto quando non ci troviamo in una fase di precontemplazione in cui neghiamo l’esistenza del problema o lo minimizziamo, suscitano emozioni che sostengono il processo di cambiamento.
  4. PRENDETEVI L’IMPEGNO: Una volta che avete scelto di cambiare e vi siete presi la responsabilità del cambiamento, dite ad alcuni amici fidati o all’interno di un gruppo di auto-mutuo aiuto o di un gruppo di supporto, come avete intenzione e cosa avete intenzione di fare per raggiungere il vostro obiettivo.Prendersi un impegno pubblicamente può aiutarvi ad essere più coerenti rispetto al raggiungimento dei vostri obiettivi. Potrebbe anche aumentare l’ansia da prestazione, per cui impegnatevi pubblica temente SOLO quando avete deciso di prendervi la responsabilità del cambiamento che avete intenzione di attuare.
  5. PREMIATEVI:Premiatevi ogni volta che riuscite ad ottenere un risultato, ma fate ATTENZIONE: scegliete bene il premio. Se volete dimagrire, il premio non potrà essere un gelato o un cannolo alla crema, ma dovrà essere qualcosa di piacevole, che non abbia però niente a che fare con il cibo. In questo caso potreste scegliere di premiarvi con una serata al cinema…ma senza pop-corn!
  6. SOSTITUITE QUELLO CHE NON VA CON QUALCOSA CHE VA:Sostituite comportamenti poco salutari con altri più salutari. Ad esempio, invece di fare uno snack notturno prima di andare a letto, dedicatevi a 5 minuti di meditazione oppure fate le parole crociate o un puzzle. In questo modo potrete venire maggiormente a conoscenza e controllare con più facilità le vostre reazioni interne quando arriva un desiderio urgente e apparentemente incontrollabile e sostituirlo con un comportamento più sano e, a lungo termine, più appagante.
  7. FACILITATE IL VOSTRO PROCESSO:Fate si che il processo di cambiamento sia il più facile possibile. Se, ad esempio, avete deciso di frequentare una palestra 3 volte la settimana, preparate la borsa con il necessario la sera prima e createvi le condizioni adatte affinché questo sia possibile. Mettetevi dei post-it in casa ricordandovi qual è il vostro obiettivo, ad esempio sullo specchio in bagno… Usate il desktop del vostro computer inserendo una nota che potrà mantenere alta la vostra motivazione.
  8. FATEVI AIUTARE: Coinvolgete amici, colleghi o familiari che sapete essere dalla vostra parte e chiedete loro di supportare il vostro cambiamento. Se pensate che nessuno possa farlo davvero, rivolgetevi ad un medico, uno psicologo, uno psicoterapeuta o un counselor che vi offriranno il supporto adatto alla vostra situazione.

Ma la cosa più importante è quella di mantenere viva la vostra INTENZIONE. Se siete davvero intenzionati a cambiare, ricordatevelo quotidianamente. Vi consiglio di ripetere qualche affermazione positiva il mattino appena svegli per poter impostare il vostro “navigatore satellitare” emotivo nella direzione giusta. Prendetevi la responsabilità del vostro cambiamento e riprendetevi il vostro potere….

Vi propongo alcune semplici affermazioni che potete ripetere il mattino appena svegli, meglio ancora guardandovi allo specchio:

“I miei pensieri creano il mio futuro. Lascio andare il passato e so che la mia vita può diventare sempre più appagante e positiva se scelgo i miei pensieri e i miei comportamenti. Per questo motivo scelgo pensieri che mi facciano stare bene e comportamenti che mi soddisfino davvero e in modo sano e positivo. Oggi decido che...”

A questo punto potete terminare la vostra frase con “andrò in palestra”, “non fumerò”, “farò una passeggiata dopo pranzo invece di rinchiudermi subito in ufficio”… La scelta è la vostra.

BUON CAMBIAMENTO!

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